• First Human Ferro / Ostarbeiter – Ego Vox

    First Human Ferro / Ostarbeiter – Ego Vox

    Label: Gradual Hate Records / Series: Hate The Modern World – H.T.M.06 CD
    Format: CDr, Album, Limited Edition
    Country: Spain
    Released: 2015
    Style: Dark Ambient, Industrial

    “Ego Vox” is a post industrial split by FHF and Ostarbeiter, two Olegh Kolyada’s projects famous for a special existential vein of dark ambient and death industrial electronics. Originally presented at a live gig in 2011 with Cisfinitum (featuring one track). With his back to society Old Captain’s owner keeps eschatological silence.

    tracklist:

    1. From Cradle to Grave
    2. Nasha Zemlya
    3. Chasing the Shadow
    4. Terminus
    5. Presidential Chair
    6. The Point of No Return
    7. Particles of God
    8. Windmill Cross
    9. Bird on Burning Tree (feat. Cisfinitum)
    10. Narcolepsis Milieu

    Buy: 12 € http://www.gh-records.com/839-first-human-ferro-ostarbeiter-ego-vox.html

  • «La Chose» by «La Chose» review DARKROOM Magazine

    http://www.darkroom-magazine.it/ita/104/Recensione.php?r=4612

    Stavolta ispirato dall’opera dell’esoterista francese del sedicesimo secolo Martinès De Pasqually, massone, studioso di teurgia e fra gli ispiratori del Martinismo, lo spagnolo Juan Carlos Toledo torna con la quinta uscita complessiva della sua creatura Hiemis, un anno dopo il buon «Radix». Per musicare questo vero e proprio viaggio iniziatico alla scoperta dell'»invisibile» sondato dall’ordine di De Pasqually e dei suoi adepti, il musicista di Siviglia accompagna la propria sottile e rifinita dark ambient a strutture sinfoniche dettate dal piano e dagli archi, intrecciando le due soluzioni nei quindici brani che compongono il dischetto (realizzato nelle 200 copie dell’edizione in bustina cartonata). Ne scaturisce un lavoro inevitabilmente più melodico rispetto alle uscite tipicamente dark ambient del progetto, in cui i toni sono sempre moderati ed abbracciano sensazioni ora più dolenti, ora misteriche, sempre col pathos garantito da un intreccio guidato dal buon gusto che contraddistingue l’operato di Hiemis. Una formula più aggraziata e lontana dalla tipica oscurità d’ambiente che tende a reiterarsi nell’arco dell’ora abbondante di durata, ma che piace proprio per quella sua essenzialità che mai la rende ridondante. Senza dubbio il lavoro più «musicale» firmato dall’act ispanico, che trova sempre temi intriganti e capaci di ispirarne le gesta sonore.

    Roberto Alessandro Filippozzi

    https://www.facebook.com/hiemisband/

    https://gradualhaterecords.bandcamp.com/